Meno posteggi in Vittoria, Ztl, aree pedonali: le proposte per la città

Sono quattro e le ha presentate la Commissione Viabilità alla Giunta Castelletti, ma per l’opposizione «obbligare le persone a usare i mezzi pubblici è antidemocratico»
L'ingresso del parcheggio di Piazza Vittoria - © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso del parcheggio di Piazza Vittoria - © www.giornaledibrescia.it
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Non è un piano traffico, semmai più un indirizzo politico. E no: non è una «sintesi neutra», delinea in modo cristallino lo spartiacque su due visioni di città. Dopo mesi di confronto, la Commissione Viabilità ha licenziato il verdetto sulla petizione presentata il 24 ottobre: sotto ci sono 857 firme valide presentate dalla rete di associazioni «Brescia al passo coi tempi» (capofila Legambiente e Fridays for future) che chiede più coraggio sulle politiche legate alla mobilità; sopra c’è un riassetto urbano che guarda a pedonalizzazioni, Ztl, parcheggi e tariffe.

Le novità

Quattro, nel merito, le proposte che vengono consegnate alla Giunta da parte della maggioranza (e con il voto contrario dell’opposizione). Primo: gli orari delle Ztl saranno uniformati. Significa che tutte le zone a traffico limitato lo saranno 24 ore su 24 e non più a mezzo servizio (dalle 8 alle 20).

Secondo: il perimetro delle pedonalizzazioni si amplierà alle vie Tosio e San Faustino, dove la Ztl sarà «la prima tappa di un progressivo allargamento». Terzo: il parcheggio di piazza Vittoria sarà sempre più riservato agli abbonati e sempre meno agli utenti occasionali «anche alla luce del cospicuo numero di richieste di abbonamento in attesa di essere soddisfatte». Non solo. Parcheggiare lì, per chi non è residente in centro, costerà di più, anche perché «le tariffe sono ferme al 2014»; in parallelo si ragionerà sulla possibilità di ulteriori sconti, sempre riservati ai residenti in centro, per l’utilizzo dei parcheggi meccanizzati SanDomenico, Benedetto Croce e Stazione. Quarto: si studieranno forme di potenziamento del servizio bus in orario serale e notturno.

Un pacchetto di «riforme della mobilità» che starà poi a sindaca e assessori mettere in moto e calendarizzare.

Il dibattito

Francesco Tomasini (Azione) presiede la seduta e chiarisce: «Questa è una relazione politica: le misure sono parte del programma di mandato del centrosinistra ed è nostro compito dare un indirizzo coerente. Nessun testo condiviso era possibile».

Code per entrare nel parcheggio di piazza Vittoria (foto d'archivio) - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Code per entrare nel parcheggio di piazza Vittoria (foto d'archivio) - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it

Ma a bocciare subito nel merito l’operazione piazza Vittoria è Fratelli d’Italia: «Obbligare le persone a usare i mezzi pubblici è antidemocratico» attacca Mattia Margaroli, che parla di «una relazione ideologica scritta da associazioni schierate». Giovanni Posio stempera ma tiene il punto: «Serve un centro vivo. Ma qui si colpisce l’auto senza alternative. Se vogliamo meno traffico, serve mettere mano al portafoglio e servono investimenti veri».

Più sfumata la Lega con Massimo Tacconi: «La petizione non mi spaventa, ma penalizzare il trasporto privato è un errore. Piazza Vittoria non può reggere senza nuovi parcheggi sul ring. Altre città li hanno, Brescia no». Massimiliano Battagliola (Brescia Civica) pone il problema dal punto di vista pratico: «Chi viene a sostenere i negozi o a trovare un parente dove dovrebbe andare? Senza alternative, non si può fare».

Direzione

Il centrosinistra è granitico. «Non è compito delle associazioni salvare il commercio. È della politica», replica Valentina Gastaldi (Bs Attiva), che difende il report presentato dal suo gruppo: «I dati testimoniano che i parcheggi del ring reggono la domanda». Fabio Capra (Pd) avverte il centrodestra: «Siamo alle solite obiezioni, già dimostrate perdenti. Questa non è una rivoluzione, è una direzione. Serve entrare con i piedi nei problemi». Francesco Catalano (Al lavoro con Brescia) è netto: «San Domenico e Benedetto Croce sono semivuoti. Il problema è il trasporto fuori città ed è colpa di una Regione assente».

La sintesi è affidata al vicesindaco Federico Manzoni, che definisce «quasi caricaturale» la posizione del centrodestra: «La proposta su piazza Vittoria è chiara: meno accessi, più equilibrio. Due milioni arrivano in metro, 330mila in auto. Il nodo è lì e la mano al portafoglio il Comune l’ha messa da tempo. Questi indirizzi perseguono qualità della vita e competitività urbana. Andiamo avanti, gradualmente ma con decisione». Il documento ora passa alla Giunta: la direzione è tracciata. I confini politici anche.

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